A Sanzeno tutti i ragazzi sono chiamati la sera del 31 ottobre a vestire le sembianze del santo di cui portano il nome con un'attenzione ai segni che lo identificano. Quando si dice lo spirito di Francesco d'Assisi: non quello zuccheroso e un po' ingenuo di certa agiografia, bensì quello del Santo che accettava ogni cosa come dono, a partire dalla povertà, perché ogni cosa o situazione veniva letta come "segno" di Altro e perché egli stesso era "un uomo fatto preghiera". Così capita che in quel di Sanzeno, in valle di Non (Trentino) ormai da 4-5 anni si cerchi di vivere la vigilia della Festa di Ognissanti, il tanto vituperato da qualcuno 31 ottobre - alias festa di Halloween di origine irlandese - in modo quantomeno innovativo. "A noi non interessa proprio entrare nella polemica Halloween sì-Halloween no", mi spiega il parroco, Fabio Scarsato francescano conventuale (cui spetta anche la custodia dell'attiguo Santuario di san Rom...
Homo sum, humani nihil a me alienum puto (Publio Terenzio Afro)