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Primo incontro europeo di pastorale di strada

Esplorare nuove forme di promozione della dignità della persona umana che vive on the road; sensibilizzare ed educare gli automobilisti a una guida sicura: sono alcuni degli obiettivi che si propone il primo incontro europeo di pastorale della strada, in programma a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre prossimi nella sede del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. L'iniziativa - informa un comunicato del dicastero organizzatore - segue quella per l'America Latina svoltasi nell'ottobre 2008 a Bogotá, in Colombia. Il tema è tratto dal racconto dei due discepoli di Emmaus: "Gesù in persona si accostò e camminava con loro (Luca, 24,

Turismo religioso e non religioso: quali sinergie?

Intervento alla Bigs - Autodromo di Monza - 18 settembre 2009 (foto: Chiesa Sant'Agostino, Roma. SansovinoRaffaello) Saluto cordialmente, anche se velocemente, tutti i presenti e ringrazio chi mi ha invitato. Troveremo senza dubbio il modo di incontrarci con più agio in un momento diverso. Senza indugiare, mi addentro così subito nel tema che mi è stato affidato, anche se solo per medaglioni. Un tema che dovrebbe partire dalla precisazione del termine Turismo religioso - poiché esso non ha ancora una definizione pienamente accettabile - ma che qui do invece per acquisito, almeno nella sua problematicità. Esso non è - in purezza - pellegrinaggio, non è svago, non è approfondimento culturale, non è business, non è culto, e tuttavia si intreccia con ciascuno di questi aspetti.

Montserrat, il cuore sacro dell'Europa

«Qualcuno potrà definire questo come uno spazio in cui l’amore può circolare, in cui le varie presenze sono compaginate attorno a una ricerca di vita piena, di respiro, di libertà interiore. Tutto ciò significa riconoscere quel luogo come santuario». ltre quarant’anni fa ero un giovane studente di economia, profondamente convinto della mia fede, intenzionato a impegnarmi in politica da cristiano, attento al nuovo soffio che spirava dal Vaticano II. Decisi di recarmi in pellegrinaggio a Montserrat, un santuario di cui avevo sentito tanto parlare, anche come oasi di libertà sotto il regime franchista. E fu in quella chiesa – che oltre all’immagine venerata della Vergine di Montserrat

Dalla Lombardia alla Perdonanza de l'Aquila

Perché andrà a l’Aquila? «Per mettere una didascalia a qualche foto». Don Massimo Pavanello, delegato per la pastorale del turismo e dei pellegrinaggi della Lombardia, risponde con una battuta. Ma l’argomentare è serio. Come serio è ciò che si aspettano i vescovi abruzzesi dall’anno giubilare: “Anche nella tragica esperienza del terremoto, hanno detto, l’invito è a riscoprire la vocazione universale alla santità, ad approfondire la ricerca di Dio attraverso la via del silenzio e a riscoprire il valore della natura come dono di Dio da ‘usare’ e non da ‘abusare’ educando a stili di vita di sobrietà e di solidarietà”. Don Massimo, il 28 e 29 agosto lei sarà in Abruzzo per le celebrazioni di S. Celestino. Cosa significa questa sua presenza?

Post - it sul frigorifero, meditazioni a Radio Marconi

Prefazione La nostra vita quotidiana è fatta di piccoli oggetti e di minuscole abitudini più che di grandi ideali o di slanci eroici. E' proprio in questa fitta trama di gesti apparentemente banali che si annida la tentazione di rimanere sempre uguali a noi stessi e di rinunciare a puntare più in alto di quanto la nostra pigrizia ci consenta. Ecco perché il segreto di una giornata vissuta con uno spirito diverso può assumere la forma di un banalissimo bigliettino giallo appiccicato sul più quotidiano degli elettrodomestici, il nostro frigorifero. La metafora che don Massimo usa per presentare le brevi riflessioni che ha suggerito agli ascoltatori di Radio Marconi è tutt'altro che banale: un piccolo pensiero è quanto basta, talvolta, per offrire un sapore diverso alle nostre giornate. Se poi questo pensiero affonda saldamente le radici nel tesoro che la Parola rappresenta per un credente, il gioco è fatto. Le riflessioni che leggerete tra poco sono state trasmesse da Radio ...

In fuga da climi divenuti inospitali

Lasciano la terra natale e i propri campi costieri ormai imputriditi dall’acqua sa­lata. Oppure, voltano le spalle a steppe ed altipiani dopo aver pianto armenti deci­mati dalla siccità. E spesso cercano fortuna, per così dire, in qualche affollata periferia ur­bana. Dall’Asia meridionale battuta dai monsoni ai Paesi del Sahel africano, ogni giorno migliaia di giovani o di capifamiglia partono. A piedi o dentro corriere stipate. Sperano quasi sempre di ritornare «presto», soprattutto se le avver­sità climatiche si saranno attenuate. Ma l’ur­genza immediata è sopravvivere. E inviare di che vivere a figli, anziani, parenti fragili. I 'migranti climatici' rischiano di sconvolge­re i connotati del Pianeta.